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Le fazioni giocabili di Empire: Total War
Total War Games Italia ti offre la traduzione delle descrizioni delle fazioni giocabili di Empire: Total War, pubblicate sul sito ufficiale. Questa pagina viene costantemente aggiornata ogni volta che una nuova fazione viene svelata da Creative Assembly. Buona lettura!
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Polonia-Lituania
La Polonia è un’antica idea e un antico regno. Come ogni cosa antica, ha vecchie inimicizie e problemi, quelli di ogni stato circondato da ambiziosi rivali, ognuno dei quali cerca di diventare più forte a spese degli altri. Le ambizioni svedesi di creare un impero intorno al Baltico; i desideri dello Zar Pietro di fare della Russia una grande potenza europea per rivaleggiare con lo stile dei Borboni di Francia; gli Austriaci e i Prussiani, ciascuno in cerca di definire una Germania più grande e di assicurare i suoi confini; anche i lontani Ottomani devono essere considerati, nell’eventualità che lancino un nuovo attacco all’Europa cristiana. In mezzo a tutto ciò, c’è uno stato polacco-lituano che non è sotto il controllo di un singolo e forte monarca, che possa imporre la sua volontà per difendere il suo popolo. Invece, la Polonia è qualcosa di strano: una terra in cui la gente ha voce nel governo.
Si deve allo spirito del suo popolo se il Paese è sopravvissuto finora. E comunque, queste rivalità potrebbero essere trasformate in un vantaggio. Un leader polacco capace di scegliere le sue alleanze e le sue guerre attentamente potrebbe fare molto per rendere grande la sua nazione. I Russi non hanno diritto divino per dominare le steppe, o gli Svedesi per controllare il Baltico. I vari stati tedeschi hanno bisogno di alleati, come le altre nazioni, e non possono aspettarsi di prendere ciò che vogliono senza lottare. Un saggio capo polacco potrebbe ricavare molto da questa situazione, se potesse guidare le speranze, le aspettative e le paure del suo popolo.
Prussia
La Prussia può essere considerata “tedesca” solo dal XIII secolo, quando i Cavalieri Teutonici crearono un nuovo stato cristiano nella costa baltica. L’attuale Regno di Prussia è un nuovo stato, risultato dell’unione fra i ducati di Brandeburgo e Prussia, ed è un regno solo perché il suo monarca, Federico III, ha deciso di elevare il suo titolo a quello di re! Facendo ciò, comunque, si è premurato di non offendere il Sacro Romano Imperatore, l’Arciduca d’Austria, e si definisce re “in” Prussia, non “di” Prussia. La forma delle parole non cambia la sostanza: Federico è re di una nazione protestante potenzialmente forte e influente, un centro di gravità all’interno delle “Germanie” per tutti coloro che cercano una guida altrove rispetto alla cattolica Austria.
I Prussiani ritengono – e non a torto – che le loro virtù di popolo potranno fargli superare qualsiasi problema: disciplina marziale, sacrificio, senso dell’ordine. Ma questo senso del dovere non va confuso con ignoranza o intolleranza, nonostante ciò che gli altri possano dire. I Prussiani hanno sempre dovuto combattere, ma ciò li ha resi capaci, non assetati di sangue. Hanno le potenzialità per diventare una grande potenza continentale grazie alle loro tradizioni marziali, molte delle quali possono essere fatte risalire ai Cavalieri Teutonici. Ciò potrebbe formare la base di un esercito veramente invincibile. Sotto la giusta guida, potrebbero unire i popoli tedeschi in una sola entità, dominare il Baltico e, forse, estendere la loro portata oltre i confini dell’Europa centrale.
Spagna
Per molto tempo gli Spagnoli sono stati colonizzatori e conquistatori in terre lontane. Infatti, nel 1494 hanno firmato coi Portoghesi un trattato con cui si sono quasi spartiti il mondo. Andavano alla conquista “per Dio, per la Spagna e per la ricchezza” e hanno avuto un grande successo in tutti e tre gli obbiettivi.
La Spagna è un paese di forte fede cattolica, la Chiesa e la temibile Inquisizione hanno ancora il loro peso sugli uomini. Ciò spiega in parte perché, nonostante tutta la sua ricchezza, la Spagna sia economicamente arretrata: la Chiesa vede l’usura e il prestito di denaro come peccati. Sarà anche vero, ma la mancanza di credito non aiuta la classe mercantile. La crescita economica è ostacolata anche perché sta alla dignità dell’hidalgo guadagnare denaro o lavorare. Ma l’onore di un gentleman è da difendere e la gloria di una nazione è da conquistare, perciò il coraggio non manca. Infatti la Spagna è benedetta con uomini coraggiosi sul mare e nei campi di battaglia.
Che la Spagna dovrà difendersi, e presto, è evidente a molti. Carlo II, “El Hechizado” o “lo Stregato”, è una figura patetica e di scarsa volontà, un’ombra dei suoi antenati Asburgo, e senza figli. La Spagna ha sofferto della sua debolezza di giudizio e di governo, ma Carlo non può vivere per sempre. Quando morirà, quali forze modelleranno il destino dell’Impero? La Spagna affronterà di nuovo i suoi rivali protestanti? Ci sarà una nuova generazione di conquistadores che pianteranno la bandiera spagnola su spiagge lontane? Il suo successore avrà molto su cui riflettere, ma anche una nazione coraggiosa da portare alla grandezza!
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